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La cara vecchia Saponetta is back! Un ritorno al passato che profuma di futuro

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Cari amici,

Tra tutti i prodotti di bellezza, la saponetta probabilmente è la più longeva. L’umile saponetta è vecchia quasi quanto il tempo ed è ancora tra di noi, anche se sembrava che la moda l’avesse mandata in pensione. A tentare di rubarle il posto erano stati i saponi liquidi, preferiti da tutte le categorie di consumatori. E se, invece, stessimo assistendo ad un’inversione di tendenza?

Secondo una serie di fonti interne ai trend correnti, la cara vecchia saponetta sta tornando di moda. Il sapone in pezzi sta vivendo una rinascita grazie alla nuova generazione di consumatori. Una recente ricerca suggerisce che le vendite di saponette sono aumentate del 23% in un’industria che vale complessivamente $ 3,1 miliardi. Dal 2017 il trend non ha mai smesso di essere positivo.

La forza trainante dietro questo picco sembra essere una serie di nuove formule specifiche per la pelle, di alta qualità e realizzate da marchi importanti che hanno l’obiettivo di semplificare le routine di bellezza, soprattutto dal punto di vista degli ingredienti. Un esempio di azienda rivoluzionaria in questo senso è la “Drunk Elephant“, una linea di prodotti interamente skin-friendly venduti online e in tutti gli Stati Uniti. Il best-seller del marchio è la Juju Bar, tavoletta che racchiude una miscela unica di fango termale e polvere di bambù che scioglie le impurità e esfolia delicatamente la pelle senza seccarla.

La fondatrice di “Drunk Elephant”, Tiffany Masterson, ricorda di aver dovuto affrontare lo scoglio creato dal pregiudizio sul sapone tradizionale quando ha lanciato per la prima volta il prodotto nel 2014. “In ballo c’era la sfida di insegnare ai consumatori che non tutte le saponette sono una maledizione”, scherza. “Mentre in passato il sapone a pezzi presentava alti livelli di pH e davano alla pelle una sensazione di pulito talvolta eccessivo, che virava verso la secchezza della pelle, le saponette ora sono concepite per essere estremamente compatibili con la pelle”, precisa la Masterson.

Responsabile del ritorno in auge della saponetta è anche la sua aura nostalgica. Ciò che invece ne ha messo un pericolo la sopravvivenza e potrebbe continuare a farlo sono le preoccupazioni legate all’igiene. L’utilizzo della saponetta ne prevede la condivisione e l’idea che passi per le mani di intere comunità, ad esempio negli uffici o nei ristoranti, non la rende la soluzione più allettante. Tuttavia, l’idea che il sapone solido diffonda i germi è da ritenersi piuttosto infondata. Una ricerca condotta dal New York Times nel 2007 ha dimostrato che è altamente improbabile che le saponette trasferiscano i batteri, con probabilità ancora più basse se si effettua un risciacquo tra un uso e l’altro.

Insomma, respiriamo a pieni polmoni quest’aria di cambiamento e lasciamoci convincere dalle fragranze che la saponetta è sempre la scelta giusta.

 

La cara vecchia saponetta is back! Un ritorno al passato che profuma di futuro

 

 

 

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