People

Festa della donna 2019, 4 icone femminili: esempi di forza e coraggio

By  | 

In occasione della Festa della Donna 2019, è forse il caso di mettere da parte mimose, cioccolatini a forma di cuore o frasi fatte, e rispolverare un po’ dai libri di storia, ma anche moda, giornalismo e cultura, cinque figure femminili che hanno segnato le loro epoche diventando esempi straordinari di forza, tenacia e coraggio.

 

  • Coco Chanel: Nata a Saumur, nella Loira francese, Gabrielle Bonheur Chanel è stata una delle più acclamate stiliste del Novecento e una pioniera del concetto di femminilità nella moda. Dopo aver vissuto un’infanzia difficile in orfanotrofio, s’impose sulla scena modaiola parigina negli anni Venti, rivoluzionando l’abbigliamento femminile, prima pomposo e scomodo, con lei elegante ma adatto a una donna dinamica e lavoratrice. Soprannominata la “regina della povertà di lusso”, nel 1921 lanciò il suo celebre profumo Chanel N°5, utilizzato da star del cinema del calibro di Marilyn Monroe. Morì a Parigi nel 1971.

 

  • Maria Callas: Nata il 2 dicembre 1923 a New York come Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos, la famosa soprano cambierà il cognome in Kalos, poi in Callas. Trascorre la gioventù in Grecia, dopo il divorzio dei suoi genitori. Qui si diploma al Conservatorio, specializzandosi in pianoforte e canto, e imparando il francese e l’italiano. Rimasta scottata dai commenti sprezzanti di una nota sarta, decide di seguire una dieta ferrea. Nel 1953 pesa 80 chili, dopo un anno perde altri 16 chili e nel 1957 raggiunge i 54 chili. La cognata Pia Meneghini nega l’ipotesi di una dieta e ritiene che Maria abbia ingerito il parassita del verme solitario. La storia del suo dimagrimento è ancora avvolta da un velo di mistero. Dopo un successo planetario e amori da favola come quello con Giovanni Battista Meneghini e Aristotele Onassis, vive l’ultimo periodo della sua vita a Parigi, ritirata dalle scene e ormai avvolta in una solitudine auto-imposta. Morirà nel suo appartamento nel 1977.

 

  • Oriana Fallaci: il 29 giugno del 1929 nasceva a Firenze. E’ considerata una tra le più conosciute e apprezzate giornaliste italiane nel mondo. Fu una tra le prime donne italiane a lavorare come inviata speciale su un fronte di guerra per conto di un giornale.A quattordici anni, nel 1943, si unì al movimento della Resistenza, pedalando per chilometri con la sua bicicletta per consegnare clandestinamente messaggi segreti, giornali e armi ai partigiani, “superando i posti di blocco dei nazi-fascisti che di lei non potevano dubitare”. Il giornalismo all’inizio fu per la Fallaci solo un compromesso, un mezzo per arrivare alla letteratura. Si definì sempre uno scrittore, insistendo per non farsi chiamare scrittrice. Sin da subito la Fallaci seppe farsi spazio nel mondo prevalentemente maschile del giornalismo italiano dell’epoca. Nel 1955 si trasferì nella sede milanese de L’Europeo ed ebbe occasione di spostarsi spesso per lavoro: si recò numerose volte negli Stati Uniti, che visiterà moltissimo e dove si trasferirà in modo definitivo nel 1990. Dopo l’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001, la Fallaci pubblicò La Rabbia e l’Orgoglio, inizialmente come articolo, sotto forma di lettera per Il Corriere della Sera pubblicata il 29 settembre di quello stesso anno, e in seguito come libro.  Morì di cancro nella Casa di cura Santa Chiara, nella sua Firenze, il 15 settembre del 2006

 

  • Simone de Beauvoir: una delle intellettuali più conosciute del secolo scorso, viene ricordata soprattutto per il suo impegno femminista e progressista in genere. Il nucleo centrale del suo percorso intellettuale, di matrice esistenzialista, è nella riflessione sulla libertà, personale e di genere, e sulla responsabilità dell’individuo. nacque il 9 gennaio 1908, a Parigi, da una famiglia dell’alta borghesia francese. Ricevette, come racconta lei stessa nella sua autobiografia, un’educazione borghese, severa e cattolica.  La bancarotta di suo nonno materno, banchiere, fece però precipitare la famiglia nel disonore e la rese priva di risorse. Si laureò in lettere alla Sorbona e poi conseguì l’agrégation di filosofia nel 1929, anno in cui conobbe Jean-Paul Sartre, suo professore, che la introdusse nella cerchia degli intellettuali esistenzialisti, intraprendendo una relazione insieme. Il loro fu un rapporto “aperto”, mai formalizzato col matrimonio, ma molto duraturo e fecondo di amicizia ed affetto, che durerà fino alla morte di lui. Simone morì a Parigi nel 1986. 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *